{"id":1418,"date":"2020-04-25T16:32:04","date_gmt":"2020-04-25T14:32:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/?p=1418"},"modified":"2020-04-25T16:32:58","modified_gmt":"2020-04-25T14:32:58","slug":"lalfabeto-del-corpo-quello-che-le-parole-non-dicono-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/lalfabeto-del-corpo-quello-che-le-parole-non-dicono-2\/","title":{"rendered":"L\u2019ALFABETO DEL CORPO  QUELLO CHE LE PAROLE NON DICONO"},"content":{"rendered":"\n<p>EMANUELA CALIARI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n<h3 style=\"text-align: right;\"><em>Il corpo \u00e8 l\u2019unico mezzo che ho per andare nel cuore delle cose.<\/em><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: right;\"><em>Merleau-Ponty<\/em><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: right;\"><em>L\u2019uomo \u00e8 l\u2019unico essere capace di parlare di s\u00e9, anche quando parla dei delfini\u2026<\/em><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: right;\">Bateson<\/h3>\n<h3>Premessa<\/h3>\n<p>Il linguaggio corporeo costituisce la prima modalit\u00e0 di comunicazione, a disposizione dell\u2019essere umano fin dalla nascita. E\u2019 la via privilegiata di comunicazione del periodo infantile e sta alla base della successiva comunicazione verbale.<\/p>\n<p>Il linguaggio corporeo \u00e8 prevalentemente inconscio, \u00e8 ricco di significati simbolici ed ha una forte dimensione emozionale ed affettiva.<\/p>\n<h3>La comunicazione non verbale: esperienza relazionale ed effettiva<\/h3>\n<p>Etimologicamente comunicazione significa \u201cazione che mette in comunione, che lega\u201d cio\u00e8 la comunicazione si stabilisce quando attiviamo pienamente le nostre energie nel rapporto, legame o relazione con altri individui e con l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>E\u2019 attraverso l\u2019ascolto senso-percettivo e tonico pulsionale dell\u2019oggetto esterno a noi che sviluppiamo quei processi di conoscenza ed adattamento che ci permettono di ritenere ed interiorizzare informazioni, quindi di apprendere novit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo percorso di crescita ed evoluzione di s\u00e9, <strong><em>la dimensione non verbale della comunicazione<\/em><\/strong> gioca un ruolo molto importante, poich\u00e9 permette il fluire spontaneo delle potenzialit\u00e0 individuali e lo stabilirsi di rapporti dinamici ed affettivi, evidenziati dalle azioni e dai comportamenti.<\/p>\n<p>La dimensione corporea \u00e8 considerata come l\u2019espressione di un modo personale di essere al mondo: il corpo diviene lo strumento di rilevazione della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 il linguaggio corporeo che ci permette di comprendere il desiderio, che anima il nostro agire e le nostre stesse parole e che ci permette di condividere con gli altri i contenuti emotivi, che accompagnano azioni e pensieri o che ne sono all\u2019origine.<\/p>\n<p><strong>Il corpo nella relazione: alcuni indicatori della comunicazione corporea<\/strong><\/p>\n<p>Le relazioni \u201cprendono forma\u201d attraverso il <em>corpo.<\/em>.<\/p>\n<p>La <em>relazione<\/em> pu\u00f2 essere definita come la categoria per individuare l\u2019espressione simbolica dell\u2019affettivit\u00e0 e dei diversi sentimenti. La <em>relazione<\/em> \u00e8 anche legame, rapporto, nesso con se stessi, con gli altri, con lo spazio, con gli oggetti.<\/p>\n<p>E\u2019 il corpo, quindi, nella sua dimensione affettiva, mostrata dal <strong><em>linguaggio corporeo<\/em><\/strong> non verbale.<\/p>\n<p>Alla nascita il neonato comunica solo attraverso la globalit\u00e0 del proprio corpo, vissuto affettivamente con la madre, la quale, a sua volta, si situa a livello pre-espressivo non verbale.<\/p>\n<p>Le diverse relazioni si traducono, poi, nel percorso evolutivo, in pi\u00f9 modalit\u00e0 di comunicazione.<\/p>\n<p>La relazione corporea \u00e8 uno scambio quantitativo e qualitativo, all&#8217;interno del quale ogni atteggiamento \u00e8 una risposta all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Alcuni indicatori diventano mediatori della comunicazione corporea ed acquisiscono un significato simbolico.<\/p>\n<h3>Tono<\/h3>\n<p>Il tono si manifesta in uno stato di tensione muscolare variabile ed \u00e8 l&#8217;espressione, da un lato, del livello di maturazione ed organizzazione neurofisiologica e, dall&#8217;altro, della modalit\u00e0 specifica di risposta emotivo-relazionale, da parte del soggetto, all&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>In ogni azione c&#8217;\u00e8 sempre una doppia connotazione tonica: neurologica e psicologica.<\/p>\n<p>Il tono, quindi, \u00e8 sia il substrato del movimento in quanto prepara la muscolatura all&#8217;azione, sia l&#8217;organizzatore della vita psichica.<\/p>\n<p>Wallon vede il tono come espressione delle emozioni, per cui ogni emozione fa aumentare o diminuire la tensione creando ipertonia, ipotonia o distensione, e sottolinea il nesso esistente tra tensione tonica (rigidit\u00e0 muscolare) e tensione psichica (alterazione degli stati emotivi e mentali riscontrabili a livello somatico con l&#8217;alterazione della respirazione, della pressione sanguigna, del battito cardiaco, dell&#8217;ambiente biochimico interno).<\/p>\n<p>Il tono \u00e8 una delle categorie della comunicazione analogica: \u00e8 la base della comunicazione primaria del dialogo tonico e della comunicazione gestuale e verbale successiva.<\/p>\n<p>Il tono, quindi, assume significato in rapporto all&#8217;altro. Il tono \u00e8 il modo di sentire se stessi, gli altri, il mondo.<\/p>\n<p>La comunicazione tonica \u00e8 legata ad un sentire pi\u00f9 che ad un capire e molto spesso non \u00e8 esprimibile con un linguaggio verbale. Le modulazioni toniche, sfumature di questo tipo di comunicazione, permettono di sentire l&#8217;altro, il suo corpo, le sue produzioni corporee ed emozionali. Rappresenta una relazione intuitiva ed immediata di conoscere e comprendere l&#8217;altro e di identificarsi parzialmente con lui.<\/p>\n<h3>Voce<\/h3>\n<p>E&#8217; una delle produzioni corporee pi\u00f9 primitive ed \u00e8 l&#8217;insieme dei suoni vocali prodotti dall&#8217;apparato laringeo.<\/p>\n<p>Il grido (suono alto di voce emesso con forza) \u00e8 una delle prime modalit\u00e0 di comunicazione dell&#8217;individuo. Con l&#8217;attribuzione di significato al grido il bambino impara, passando dalla casualit\u00e0 all&#8217;intenzionalit\u00e0, a modulare i suoi strilli per ottenere una risposta adeguata. Il gridare ha un potere liberatorio profondo per\u00f2 nella societ\u00e0 attuale questo modo di far esplodere la carica \u00e8 soggetto ad inibizioni pesanti.<\/p>\n<p>La voce \u00e8 legata all&#8217;affettivit\u00e0 e le sue modulazioni profonde corrispondono all&#8217;implicazione tonico- emozionale del corpo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;et\u00e0 adulta rappresenta una sfaccettatura dell&#8217;identit\u00e0 personale corrispondente ad una modalit\u00e0 di rapportarsi agli altri.<\/p>\n<p>Nell&#8217;emissione e nell&#8217;interpretazione del contenuto di un messaggio linguistico, la voce ha un&#8217;importanza determinante perch\u00e9 lo carica di connotazioni affettive.<\/p>\n<p>Molto spesso il tono della voce usato per esprimere un pensiero, un&#8217;emozione assume per l&#8217;ascoltatore una valenza maggiore del contenuto della comunicazione stessa. La voce provoca delle risonanze psico-emozionali profonde sia nell&#8217;emittente che nell&#8217;ascoltatore.<\/p>\n<p>La voce \u00e8 legata anche alla respirazione ed i rumori dei respiri costituiscono una comunicazione profonda e regressiva. La respirazione, oltre ad essere un atto automatico legato alle funzioni vegetative dell&#8217;organismo, partecipa, su un fondo tonico particolare, a tutte le manifestazioni emotive del soggetto. E&#8217; la sede del ritmo personale soggettivo, attraverso il quale si instaura una corrispondenza fra l&#8217;interno e l&#8217;esterno del corpo.<\/p>\n<p>Nella relazione con gli altri la voce pu\u00f2 essere investita simbolicamente e coprire la distanza tra i corpi; pu\u00f2 provocare varie reazioni: disagio, desiderio, seduzione, dipendenza; pu\u00f2 essere aggressiva, piacevole, indifferente, rassicurante.<\/p>\n<p>E&#8217; importante prendere coscienza del rimando che ci d\u00e0 la nostra voce e quella delle persone con le quali siamo in relazione.<\/p>\n<p>La mediazione della voce pu\u00f2 essere utile sia per stabilire contatti che eventuali prese di distanza affettiva.<\/p>\n<p>La voce \u00e8 un legame tonico-emozionale che facilita la separazione creando uno spazio di sicurezza, uno spazio simbolico di presenza e di assenza.<\/p>\n<p>Le stimolazioni vocali utilizzate devono cercare di aggiustarsi alla gestualit\u00e0 del bambino; l&#8217;operatore adatta la propria voce ed il proprio linguaggio alla velocit\u00e0, all&#8217;ampiezza ed al ritmo dei movimenti. La voce e la carica emozionale dovrebbero essere legati e adattati ai movimenti del bambino.<\/p>\n<h3>Sguardo<\/h3>\n<p>Lo sguardo fa parte dell&#8217;espressione corporea non verbale.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;elemento della struttura visivo-motoria e, in coordinazione con l&#8217;attivit\u00e0 muscolare, organizza lo spazio in cui il gesto avr\u00e0 modo di precisarsi.<\/p>\n<p>Fin dai primi giorni di vita la relazione con il mondo esterno si attua attraverso la vista. Lo sguardo non \u00e8 solo un qualcosa di fisiologico ma sottende tutta una serie di meccanismi psicologici che spiegano la ricchezza delle acquisizioni e delle esperienze vissute attraverso di esso.<\/p>\n<p>Il contatto visivo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 sottili del linguaggio corporeo.<\/p>\n<p>Nella relazione lo sguardo esprime il contesto emozionale ed affettivo ed il &#8220;senso&#8221; dello sguardo sottolinea il linguaggio verbale.<\/p>\n<p>Lo sguardo investito rappresenta un vero e proprio atto comunicativo.<\/p>\n<p>Lo sguardo occupa un posto di primaria importanza in ogni relazione: \u00e8 uno sguardo che implica complicit\u00e0 e opposizione narcisistica, incitamento e resistenza.<\/p>\n<p>Il primo sguardo \u00e8 determinante, rappresenta l&#8217;accoglienza e l&#8217;incontro. E&#8217; riconoscere l&#8217;altro o negarlo.<\/p>\n<p>Lo sguardo \u00e8 uno strumento che favorisce la comunicazione, che sollecita, stimola e valorizza la creativit\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<h3>Gesto<\/h3>\n<p>Il gesto \u00e8 un movimento (traslazione di un corpo o di un oggetto nello spazio) che ha un significato, che \u00e8 carico di senso e che \u00e8 preceduto da un&#8217;intenzione.<\/p>\n<p>Nell&#8217;intenzionalit\u00e0 del gesto \u00e8 presente un carattere volontario e corticalizzato, in quanto il soggetto elabora il progetto motorio ed a questo finalizza la propria azione. L&#8217;atto intenzionale presuppone una motivazione: la coscienza o meno di questa motivazione dipende dalla maturazione del soggetto.<\/p>\n<p>Il gesto quindi ha un fine ma questo pu\u00f2 restare al di qua della coscienza, almeno nel momento in cui viene eseguito.<\/p>\n<p>I gesti sono reazioni corporee che traducono i nostri stati psico-affettivi in maniera pi\u00f9 o meno conscia e che vengono decifrati dall&#8217;altro in riferimento alle proprie reazioni psico-toniche.<\/p>\n<p>Inoltre, attraverso il gesto si instaura un tipo di comunicazione particolare che trae il suo senso dal linguaggio parlato, ma che si situa a livello del corpo.<\/p>\n<p>Il movimento \u00e8 recepito ed il gesto riconosciuto nella misura in cui esiste un linguaggio ed una cultura sociale comune.<\/p>\n<p>L&#8217;insieme dei gesti e movimenti, degli atteggiamenti e delle reazioni esprimono la personalit\u00e0 psichica ed affettiva di ognuno.<\/p>\n<p>Ci sono nell&#8217;uomo, inoltre, dei rituali di comunicazione gestuale. Questi rituali sembrano di origine genetica in quanto compaiono spontaneamente e sono inconsci sia nell&#8217;emittente che nel ricevente.<\/p>\n<h3>Postura<\/h3>\n<p>E&#8217; la posizione occupata dal corpo nello spazio, rilevabile in situazioni statiche e dinamiche.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di mantenere questa posizione \u00e8 presupposto dell&#8217;efficienza motoria, cio\u00e8 dell&#8217;equilibrio posturale che facilita la scioltezza del gesto, la precisazione dell&#8217;atto volontario e degli automatismi.<\/p>\n<p>L&#8217;equilibrio \u00e8 quello stato particolare del corpo che favorisce la statica del soggetto e il mantenimento delle posizioni del corpo nello spazio. L&#8217;equilibrio promuove la presa di coscienza del corpo al fine di migliorare le possibilit\u00e0 di realizzazione in un mondo soggetto alla legge di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>La postura, inoltre, \u00e8 legata al tono in quanto l&#8217;attivit\u00e0 muscolare si oppone anch&#8217;essa alla forza di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Alcune posture sono state codificate nel tempo ed hanno assunto un significato socialmente riconosciuto, ma generalmente le posture sono estrinsecazioni di realt\u00e0 interne che si riflettono all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>La scelta delle posture riveste la totalit\u00e0 della persona e ci d\u00e0 molte possibilit\u00e0 di capire gli stati emotivi.<\/p>\n<p>La postura \u00e8 legata all&#8217;atteggiamento cio\u00e8 al modo di imporre al corpo determinate posizioni od espressioni. Attraverso le posture si emettono e si ricevono messaggi comunicativi.<\/p>\n<p>Le posture sono strettamente collegate all&#8217;iscrizione del corpo nella dimensione spazio-temporale e all&#8217;organizzazione degli oggetti esterni al corpo.<\/p>\n<p>Le posture occupano un posto di fondamentale importanza nella relazione educatore\/bambino. La comunicazione attraverso gli atteggiamenti posturali \u00e8 molto significativa. Si perviene ad una sua ottimizzazione dopo numerosi errori ed aggiustamenti.<\/p>\n<p>E&#8217; importante tener conto di tutte le variazioni posturali, dalla stazione eretta a quella sdraiata ed in particolare a tutte quelle posture che comportano un ripiegamento verso se stessi od un&#8217;apertura verso gli altri.<\/p>\n<h3>Tempo<\/h3>\n<p>Il tempo rappresenta il fluire inarrestabile degli eventi, dei fenomeni, dei vissuti; occupa tutta la nostra vita ed \u00e8 investito sotto pi\u00f9 aspetti dal corpo: l&#8217;uomo deve adattarsi al tempo.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 legato alla strutturazione dello spazio ed \u00e8 un aspetto fondamentale nella gestione dell&#8217;azione.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 organizzato in ritmi.<\/p>\n<p>L&#8217;adattamento al tempo e la sua integrazione trovano appoggio nel ritmo imposto al soggetto, ritmo sul quale questi potr\u00e0 regolare i movimenti del proprio corpo.<\/p>\n<p>Il ritmo, quindi, permette l&#8217;integrazione del tempo secondo le strutture psicosomatiche del soggetto e gli permette di apprendere, nella sua realt\u00e0 pi\u00f9 specifica, l&#8217;universo della durata.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 del soggetto presuppone, inoltre, nel gesto la discriminazione dell&#8217;ordine di successione dei movimenti.<\/p>\n<p>Le perturbazioni della percezione del tempo intervengono a tutti i livelli dell&#8217;affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>I punti di riferimento &#8220;prima-dopo&#8221; concernono sia il tempo che lo spazio e la loro acquisizione \u00e8 estremamente importante per i ritmi della vita sociale.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 sempre un aspetto dinamico che alterna fasi di silenzio ad altre di intensa creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel tempo rientra uno dei canoni fondamentali della comunicazione: un tempo per dare, mentre l&#8217;altro riceve ed un tempo per ricevere, mentre l&#8217;altro d\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario prendersi il tempo di sentire e di vedere, \u00e8 necessario dare tempo all&#8217;altro e a se stessi per arrivare ad un&#8217;adeguata integrazione delle scoperte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019<strong><em>alfabeto del corpo<\/em><\/strong> si fonda su una componente biologica, legata all\u2019evoluzione neurofisiologica, ed evolve nell\u2019interazione con l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Una capacit\u00e0 di lettura del linguaggio corporeo, sul piano personale e professionale, permette, quindi, una pi\u00f9 consapevole gestione delle relazioni interpersonali.<em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em><\/p>\n<p><strong>Emanuela Caliari<\/strong>, psicomotricista, formatore AIFP, <a href=\"mailto:emanuela.caliari@fipm.com\">emanuela.caliari@fipm.com<\/a><\/p>\n<h1>Bibliografia<\/h1>\n<ul>\n<li>Argyle M., <em>Il corpo e il suo linguaggio<\/em>, Zanichelli, 1989<\/li>\n<li>AA.VV., <em>Il corpo in gioco<\/em>, Ed. Res, Verona, 2002<\/li>\n<li>Bert E., Comunello F., Nicolodi G., <em>Il labirinto e le tracce<\/em>, Giuffr\u00e8 Ed, Milano, 1988<\/li>\n<li>Boscaini F., <em>Corpo ed emozione<\/em>, in ReS, n.3, dicembre 1998<\/li>\n<li>Galimberti U., <em>Il corpo<\/em>, Feltrinelli, Milano, 1983<\/li>\n<li>Gamelli I., <em>Pedagogia del corpo<\/em>, Meltemi, Roma, 2001<\/li>\n<li>Lowen A., <em>Il linguaggio del corpo<\/em>, Feltrinelli, Milano, 1996<\/li>\n<li>Montagu A., <em>Il linguaggio della pelle<\/em>, Vallardi Ed., 1989<\/li>\n<li>Stern D., <em>Il mondo interpersonale del bambino<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 1987<\/li>\n<\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il corpo \u00e8 l\u2019unico mezzo che ho per andare nel cuore delle cose. 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