{"id":1247,"date":"2020-04-13T18:01:22","date_gmt":"2020-04-13T16:01:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/?p=1247"},"modified":"2020-04-20T17:32:47","modified_gmt":"2020-04-20T15:32:47","slug":"mi-sembrava-che-ero-una-nuvola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/mi-sembrava-che-ero-una-nuvola\/","title":{"rendered":"MI SEMBRAVA CHE ERO UNA NUVOLA"},"content":{"rendered":"\n\n\n<p>GIAMPAOLO MAZZARA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il bambino impone la sua fisicit\u00e0 fin da quando prende residenza nello spazio privilegiato della pancia della mamma. In un tempo destinato a trascorrere in fretta, il suo corpo dovr\u00e0 fare i conti con i banchi di una scuola che d\u00e0 spazio e attenzione prevalentemente al verbale e al cognitivo.<br \/>Per l\u2019adulto che ha acquisito competenze e abilit\u00e0, non \u00e8 immediato riconoscere come ogni piccolo movimento sia un gradino superato, un mattoncino collocato, un passo verso la costruzione di se stesso. Talvolta, vive il movimento del bambino come disturbo, come eccesso da contenere e da omologare a parametri che poco o nulla hanno a che fare con i suoi bisogni reali.<br \/>Per quanto nella Scuola dell\u2019Infanzia si lavori molto sull\u2019attivit\u00e0 motoria e questo sia l\u2019ordine di scuola in cui si fa pi\u00f9 movimento, si rischia che il suo valore risulti scontato, fino quasi a essere banalizzato.<br \/>Non si tratta di organizzare e proporre un numero maggiore di attivit\u00e0 basate sul movimento, ma di tener conto di come il bambino viva il suo corpo in ogni momento della vita, di come il corpo sia fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi evolutivi, dal piano dell\u2019apprendimento a quello delle competenze motorie, da quello relazionale a quello comunicativo. E cos\u00ec, di dare attenzione al valore simbolico, all\u2019interazione tra corpo e movimento, espressione e rappresentazione del rapporto con la realt\u00e0.<br \/>\u201cL\u2019Io \u00e8 prima di tutto un Io corporeo, non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 di superficie, ma \u00e8 la proiezione di questa superficie\u201d. Le parole di Freud (1993)1 aprono una prospettiva straordinaria sul senso del divenire e dell\u2019essere di ogni individuo, in ogni momento della sua vita. Esse pongono il corpo al centro delle intuizioni dell\u2019Autore.<br \/>Il corpo scopre ed \u00e8 scoperto, esprime, manifesta, sente, comunica. Un corpo aperto ma che talvolta si chiude.<br \/>Spesso gli educatori rilevano la perdita di abilit\u00e0 di base nel bambino: insicurezza, impaccio nel muoversi, difficolt\u00e0 nel controllo del gesto e dell\u2019azione, nella postura, disarmonie fisiche. Piuttosto che far rispettare regole, atteggiamenti standardizzati, e incentivare attivit\u00e0 che tendono a passivizzare il bambino e a rendere ripetitivo e meccanico il suo agire, sar\u00e0 opportuno favorire la conquista personale e la creativit\u00e0 attraverso il gioco libero e il movimento, penalizzati in stretti confini abitativi e sociali che non rispondono al bisogno di potersi muovere in libert\u00e0, correre, saltare, far rumore, urlare, lanciare, lottare, dondolarsi, calciare, arrampicarsi, rotolarsi a terra. \u201cIl bambino impara giocando da quando nasce\u2026 Restituiamo il piacere di scoprire, giocando, concetti scientifici e abilit\u00e0 tecniche.\u201d2.<br \/>\u201cMi sembra che ero una nuvola\u201d.<br \/>Filippo fino a qualche secondo prima era sdraiato su una stoffa color azzurro pallido.<br \/>Nell\u2019esperienza vissuta, il suo corpo ha sperimentato la leggerezza, sorretta da quel pezzo di stoffa e dall\u2019immaginazione.<br \/>Ha cinque anni: \u00e8 gi\u00e0 in grado di immaginare.<br \/>\u201cMa quella vicina mi spingeva il braccio!\u201d.<br \/>Movimenti lenti e ritmati gli hanno permesso di sentirsi una piccola nuvola e di realizzare una grande nuvola con altri corpi che si incontrano e vanno a costruire l\u2019unit\u00e0, prima impensabile.<br \/>Corpi distesi, in posizioni diverse, le mani accarezzano le stoffe, qualcuno cerca il vicino, le dita si sfiorano, cenni di risolini, occhi chiusi, occhi aperti, piedi irrequieti, piedi tranquilli, \u2026 seduti a terra. Il corpo \u00e8 ancora protagonista. Ne descriviamo caratteristiche e meravigliose trasformazioni. Corpi &#8211; che formano il nostro cerchio &#8211; interagiscono, rispondono e si oppongono, alti e bassi, s\u00ec e no, sorrisi e musi lunghi.<br \/>Un\u2019armonia non sempre facile da costruire e da accogliere, che diventa possibile solo se ci si libera dalla propensione a imporre un presunto ordine fatto di silenzio, di assenza di movimento e di espressivit\u00e0.<br \/>Secondo Merleau-Ponty, il bambino sperimenta la coscienza di essere \u201din rapporto con le cose, attraverso la mediazione del corpo\u201d3. Grazie all\u2019esperienza vissuta, Filippo, Dario, Assunta e tutti gli altri hanno sentito il proprio corpo e quello del vicino, ne hanno percepito i movimenti, ne hanno colto il peso e hanno manifestato un senso di leggerezza. Sono stati nuvola e hanno provato il piacere di aver volteggiato sospesi nel cielo.<br \/>\u201cNon dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per far scuola, ma solo di come bisogna essere per fare scuola\u201d4.<br \/>L\u2019adulto che voglia risultare credibile deve mettersi in gioco! Se lavora con bambini piccoli, deve saper giocare!<br \/>Il suo corpo entra in modo determinante nella dinamica educativa: il suo aspetto, il modo di muoversi nello spazio, i gesti, le posture, gli sguardi, il tono della voce, l\u2019odore.<br \/>Sia egli un badante, che lascia il bambino agire da solo, mentre lui fa dell\u2019altro con occhio vigile (nel gioco delle nuvole per lui i bambini \u201cfacevano finta \u2026\u201d).<br \/>Oppure un domatore, per cui il lavoro \u00e8 una vera lotta con le \u201cpiccole belve\u201d.<br \/>O, magari, un partecipe, sempre vicino al bambino senza invadere. (Si sarebbe stupito e commosso di fronte a quel cielo di nuvole).<br \/>Qualunque sia lo stile prevalente, i propri riferimenti valoriali, gli atteggiamenti acquisiti, certo \u00e8 che l\u2019attenzione va posta sul bambino, sul suo modo di essere, riconosciuto come fulcro del processo educativo, facendo partire da lui orientamenti e priorit\u00e0.<br \/>La scelta determinante \u00e8 quella di assumere e proporre il movimento non tanto come semplice esercizio, ma come espressione dell\u2019identit\u00e0, nella sua unicit\u00e0 e globalit\u00e0. Accogliendo la molteplicit\u00e0 di modi di essere di ogni singolo individuo e le molteplici identit\u00e0 che differenziano un gruppo di bambini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><br \/>Pubblicato in Rivista Scuola dell\u2019Infanzia, Giunti Scuola, 2018.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>1 Sigmund Freud, L\u2019Io e l\u2019Es, Opere, Boringhieri, 1993.<br \/>2 Mario Lodi, Cominciare dal bambino, Einaudi, 1977.<br \/>3 Maurice Merleau-Ponty, Il corpo vissuto, Il Saggiatore, 1979.<br \/>4 Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, 1967<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1388,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[26,13,29],"class_list":["post-1247","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pubblicazioni","tag-movimento","tag-psicomotricita","tag-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1247"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1247\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1248,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1247\/revisions\/1248"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1388"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuoladipsicomotricitametis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}